Il minigolf assomiglia per sommi capi al golf. La differenza
principale è che si pratica su piste in cemento o fibre sintetiche speciali.
Viene chiamato per questo motivo golf su pista o minigolf. E’ sicuramente uno
sport in rapida ascesa e piace sempre più. Gli esperti in questo settore dicono
che il minigolf può diventare la base di un business profittevole. Soprattutto
al Centro-Sud c’è molto spazio per intraprendere Giocano a favore il clima
migliore che consente di giocarci tutto l’anno. In alcuni stati come gli Usa i
minigolf honno già assunto la politica del franchising. Quali sono le
caratteristiche? I campi sono di varie dimensioni, anche in base al numero
delle buche previste dall’impianto e che possono essere 9-12 o 18. L’idea di
base è che per un buon inizio “non servono grandi spazi” spiega Fabio Corio, titolare di Minigolfmania, società che realizza
campi in tutta Italia. Sono sufficienti 500 metri per un percorso a 9 buche. In
realtà l’ideale per 9-12 piste sono
1.000-1.500 metri. Molto importante studiare la possibilità di avere spazi da
destinare a un ‘area bar-ristoro. Fondamentale la buona cura delle piste e
degli spazi verdi. Se l’obbiettivo principale è il business si deve prevedere
un campo da 18 buche su almeno 3000 metri, con una capienza di persone di 60-80
contemporaneamente che in un’ora. Secondo i seguenti parametri, gli ingressi
giornalieri superano i 200-300 e per un biglietto di 4-4,5 euro, l’incasso va
oltre i mille euro.
Il minigolf è uno sport semplice da praticare. Ai partecipanti si forniscono
una mazza, una pallina, una matita per segnare i punti e un foglio con il che
comprende il regolamento del gioco. La semplice gestione di un piccolo cento
può essere fatta senza problemi anche da soli. Ma quanti soldi ci vogliono per
iniziare? Questo dipende dal numero di piste e dai materiali usati. Per un filz
golf 12 buche – chiamato così il minigolf quando le piste sono ricoperte da
“tappeti verdi”, simili a moquette - si parla di cifre comprese dai 20 mila ai
40 mila euro in funzione del modello, comprese le attrezzature: mazze, palline,
leggi segnapunti. Naturalmente vanno conteggiati i costi relativi all’eventuale
predisposizione del terreno, l’impianto di illuminazione, recinzioni, staccionate
aree verdi, etc. Si parla di un investimento iniziale che si aggira sui
40-50.000 euro, ai quali vanno poi aggiunti eventuali bar e sala giochi. “Ovviamente
le cifre aumentano per gli impianti con un maggior numero di piste. Se poi si
desidera ricevere l’omologazione dalla Federazione per lo svolgimento di gare e
tornei ufficiali, comporta il rispetto di precisi parametri di costruzione e
misura” fa sapere Giuliano Banfi,
presidente della Federazione Italiana
Golf su Pista. Per il modello universalmente adottato per le competizioni
internazionali brevettato dall’architetto svizzero Bongni, minigolf 18 buche con piste di 12 metri, ci vogliono cifre
superiori ai 100-120.000 euro tutto compreso. Quali sono i reali vantaggi di un
impianto omologato? Innanzi tutto gli incassi sono maggiori sfruttando le gare,
la possibilità di merchandising con oggetti e gadget mirati, borse, cappellini
e magliette che offrono un’ ampia visibilità; naturalmente tutto questo di
spese di organizzazione e di gestione maggiori. Molto interessante un’idea che
arriva direttamente dagli Stati Uniti e che può servire da spunto: l’idea di trasformare
il minigolf tradizionale in un adventure golf. Cos’é? Danilo Tosetto, esperto autore in materia minigolf, che gestisce
con la sua famiglia l’adventure golf di Levico Terme in Trentino
(www.saltlakecenter.it) dice: “sono dei
veri e propri parchi divertimento che si estendono su superfici di migliaia di
metri, dove si può giocare a minigolf su piste immerse nel verde tra piccole
cascate, ponti, tunnel, lungo percorsi spesso e volentieri tematici. Spicca il
parco Salt Lake Center, ambentato ad esempio nel selvaggio Far West”. Per realizzare
un adventure golf sono necessari
naturalmente molti più capitali, anche svariate centinaia di migliaia di euro.
E’ però intuibile che anche le presenze di pubblico sono esponenzialmente di
più e ovviamente anche il prezzo d’entrata può superare i 12-15 euro”.
Una volta che il minigolf è ben avviato, e possibile recuperare l’investimento entro
un paio d’anni, in modo proporzionale agli sforzi per promuoverlo nei circuiti
turistici o dei parchi cittadini, tramite radio e Internet, volanti
pubblicitari e convenzioni con le scuole., Naturalmente icosti di gestione sono
molto più contenuti e limitati se si dispone già del terreno idoneo su cui
collocare l’impianto. Molto avvantaggiato è chi ha il “pollice verde”, con la
possibilità di evitare di far fare a terzi la manutenzione di prati, siepi e
fiori che servono all’abbellimento della struttura. Situazione diversa invece
per chi non ha uno spazio. In questo caso occorre ovviamente un investimento
maggiore per l’acquisto del terreno o l’affitto. Ci sono buone possibilità di
trovarlo in concessione, anche per lunghi periodi come10 anni rinnovabili, da
qualche amministrazione comunale che vuole incentivare la realizzazione di
nuovi impianti in una particolare zona. Il filz golf non necessita di
cementazioni e d’inverno, le piste potrebbero essere spostate in un luogo
chiuso. L’indoor funziona, ma solo in località con grandi bacini d’utenza, considerando
che i costi di realizzazione e conduzione sono decisamente più alti.
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