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“Vastedda” della Valle del Belìce
Composizione chimica
I risultati
preliminari dell’indagine microbiologica condotta dall’Istituto Zooprofilattico
Sperimentale della Sicilia “A. Mirri” nell’ambito della Ricerca “Valorizzazione
e promozione del formaggio Vastedda della
valle del Belìce
attraverso la sua caratterizzazione molecolare, chimica e microbiologica”,
hanno evidenziato come le forme di Vastedda
della valle del Belìce
monitorate, prodotte nei caseifici aziendali dei soci del Consorzio di Tutela,
presentano buone caratteristiche microbiologiche e di sicurezza alimentare. La
composizione centesimale, riportata nel grafico, evidenzia come la Vastedda della valle del Belìce rientra nella categoria dei formaggi
grassi. La microflora lattica (lattobacilli e lattococchi) raggiunge alte concentrazioni
(fra 106 e 1010), testimoniando come la Vastedda
della Valle del Belìce
contenga un gran numero di batteri lattici vivi e vitali che possono
contribuire al miglioramento della flora microbica intestinale con un
potenziale effetto benefico sulla salute umana.
Da sempre
nella Valle del Belìce parte del latte di pecora autoctona,
oggi elevata a razza “Valle
del Belìce” veniva
anticamente ed ancora oggi viene trasformato in vastedda o focaccia, unico formaggio di pecora
a pasta filata. La vastedda
della valle del belìce
ha una particolare forma lenticolare o ovoidale conferita pressando più volte
in un piatto fondo una porzione di pasta filata. Faceva e fa parte dei sistemi
più classici degli allevamenti ovini di quella zona, in cui allevatori-casari
decidevano di produrre questo formaggio nei mesi estivi, quando cioè la produzione
del latte era molto ridotta.
Attrezzature storiche
• tina di legno “rotula” • fiscelle di giunco
• bastone di legno per la
filatura • piatti fondi “vastedde”
• tavoliere di legno • caldaia di rame stagnato •Fuoco diretto legna-gas
Linee principali tecnologia di produzione
specie/razza
Pecora della Valle del Belìce e suoi incroci.
materia
prima
Latte intero,
crudo.
microflora
Naturale.
caglio
Pasta di
agnello.
sistema
di alimentazione prevalente
Pascolo
naturale e coltivato con integrazione di foraggi e concentrati in stalla in
quantità variabile rispetto alla stagione foraggera.
principali
peculiarita’ storiche sulla tecnologia di. caseifiazione
La vastedda della Valle del Belìce è l’unico formaggio di pecora a pasta
filata. Prima veniva prodotta solo nel periodo estivo attualmente, vista la
grande richiesta, viene prodotto tutto l’anno. Il latte coagula, in una tina
dileguo, a 36/40 0 C con caglio in pasta di agnello in 40-50’. La cagliata viene
rotta con una rotula di legno e fatta rassodare in fiscelle di giunco (per
acidificare naturalmente). Per circa 24-48 ore viene lasciata riposare e dopo,
tagliata a fette, filata con la scotta o acqua calda e l’ausilio di un bastone
di legno. Viene estratta con le mani e quindi deposta su piatti fondi, “vastedda”, per conferirgli la classica forma.
salatura
In salamoia
per circa 30 minuti-2 ore; successivamente viene posta ad asciugare e dopo 12-48
ore è pronta per il consumo.
caratteristiche
del prodotto
Forma tipica
di una focaccia, con facce lievemente convesse di dimensioni da 15 a 17 cm. ed
altezza dello scalzo da 3 a 4 cm. Peso compreso tra 500 e 700 gr. Superficie priva
di crosta, di colore bianco avorio, liscia compatta, può presentare una patina
di colore paglierino-chiaro. Pasta di colore bianco omogeneo, liscia, non granulosa,
con eventuali accenni di striature dovute alla filatura artigianale. L’aroma è
quello caratteristico del latte fresco di pecora. Il sapore è dolce, fresco e
gradevole, con venature lievemente acidule.
Consorzio per la Tutela del formaggio Vastedda della Valle del
Belice
Promosso
dall’Associazione Regionale Allevatori della Sicilia e da un gruppo di
produttori, il 28 agosto del 2001 nasce il Consorzio per la Tutela del
formaggio Vastedda della Valle
del Belìce, con sede
in Agrigento via Giovanni XXIII n. 44, presso l’ufficio provinciale dell’Associazione
Regionale Allevatori della Sicilia.
Fra gli scopi
statutari si annoverano:
• La salvaguardia del formaggio contro
qualsiasi forma di usurpazione del nome, imitazione o altra forma di abuso;
• L’attuazione di un insieme di
attività volte alla diffusione della conoscenza del formaggio presso il
consumatore finale, al fine di favorirela commercializzazione ed ampliarne la
quota di mercato;
• L’attuazione di un insieme di azioni volte
sia alla conoscenza degli elementi costitutivi del formaggio sia alla
incorporazione di valore aggiunto conseguente a detta conoscenza;
• L’attuazione di opportune iniziative
tendenti al perfezionamento ed al miglioramento qualitativo del formaggio
fornendo ai consorziati i necessari indirizzi e assistenza di carattere tecnico
sulla produzione, lavorazione, nuove linee di produzione favorendo inoltre
corsi di istruzione professionale per allevatori e produttori e corsi di aggiornamento
tecnico e professionale.
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