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RISERVA REGIONALE SALINE DI TRAPANI E LAGUNA DELLO STAGNONE DI MARSALA |
| SALINE DI TRAPANI |
La Riserva Regionale Saline di Trapani e Paceco si estende a Sud di Trapani, dalla periferia del capoluogo fino alla frazione di Salina Grande, a cavallo dei territori comunali di Trapani e Paceco ed è stata affidata in gestione al WWF.
La Riserva si estende su un area di quasi mille ettari includendo nella maggior parte del suo territorio proprietà private, nelle quali piccole e grandi imprese esercitano la millenaria attività della 'coltivazione' del sale.
Le saline sono luoghi di grande fascino, creati dall'uomo a scopo industriale e commerciale ma diventati paradossalmente habitat ideale per diverse specie di animali e vegetali. Il paesaggio è affascinante e anche gli antichi edifici costruiti dall'uomo per l'industria del sale sono parti fondamentali della riserva. La visita è un viaggio tra vasche, canali, mulini, bagli antichi e camminando lungo gli argini, gli unici suoni percepiti appartengono alle onde del mare, al vento e ai richiami dei gabbiani.
La salina è un mondo a sé, circondato da strade, strutture industriali, e stretto dal porto di Trapani e dalle villette delle frazioni vicine, ma comunque particolare e bello. E' composta da un insieme di vasche artificiali poste vicino al mare per favorire lo scolo dell'acqua, attraverso canali e livelli. L'ambiente è ovviamente salato e ospita associazioni vegetali che si sono adattate a queste condizioni di vita estreme come le salicornie e i limonio.
I bacini utilizzati per l'estrazione del sale ospitano una grande diversità biologica, dai microscopici batteri a una grande varietà di uccelli che trovano in questo ambiente sosta e cibo durante le migrazioni autunnali e primaverili. La zona risulta essere di particolare interesse ornitologico. Le specie censite sono circa 196 e tra queste ricordiamo i limicoli, gli aironi, i gabbiani, i fenicotteri, le spatole, i falchi di palude e più di 5.000 anatre che trovano rifugio nelle vasche. Di grande valore la presenza e la nidificazione del fraticello, dell'avocetta, della cutrettola, del cavaliere d'Italia e del fratino. Numerosi anche gli insetti come la piccola farfalla Orgya dubia, che in Italia è presente soltanto qui. Più scarsi i mammiferi come la volpe, il riccio, il coniglio, la donnola e il pipistrello che attendono le ombre del crepuscolo per muoversi. Tra i rettili ci sono ramarri cervoni, i biacchi e le lucertole siciliane e campestri mentre tra gli anfibi, il discoglosso dipinto che si osserva nelle notti di pioggia e le rane verdi. Tra i pesci è presente Aphanius fasciatus e il piccolo crostaceo Artemia salina oggetto di grande interesse scientifico.
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La Riserva ospita inoltre un Centro visite e il Museo del Sale che espone attrezzature tipiche dell'attività tradizionale di silicoltura e pannelli che illustrano il funzionamento delle saline e alcuni aspetti naturalistici. Il Museo del Sale ha origini recenti e infatti fu inaugurato nel 1986 grazie all'iniziativa della prof. Francesca Pellegrino, che in visita d'istruzione con le sue classi nella riserva, restò incantata da una vecchia casa del sale vicino alla salina di Chiusicella di proprietà della famiglia Culcasi. La professoressa propose al proprietario la creazione di un museo che riproponesse le tradizioni salinare. La vecchia casa fu ristrutturata e arredata con gli strumenti tipici del mestiere del salinaro: pale, mazze, ceste, corde, carriole. Il Museo si può visitare tutto l'anno, occorre ricordare però che il ciclo del sale inizia a marzo e si conclude a settembre. Le raccolte avvengono a giugno, agosto e settembre.
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| LAGUNA DELLO STAGNONE |
La strada che da Trapani conduce a Marsala, costeggiando la laguna che accoglie Mozia, è fiancheggiata da saline che offrono una vista bellissima: gli specchi d'acqua suddivisi da sottili strisce di terra formano una scacchiera irregolare e multicolore. A tratti compare nel mezzo la sagoma di un mulino a vento, memoria del tempo in cui esso era uno degli strumenti principali per pompare acqua e macinare il sale. Lo spettacolo è ancora più suggestivo in estate, al momento della raccolta, quando le tinte rosate dell'acqua nelle varie vasche si intensificano e le vasche più interne, ormai prosciugate. brillano al sole.
La laguna, la più estesa della Sicilia (2000 ha) è, fin dal 1984, una Riserva Naturale Orientata che si estende, nel mare, nel tratto compreso tra Punta Alga e Capo S. Teodoro. E' caratterizzata da acque basse molto salate, cosa che ha favorito il sorgere di numerose saline sia sulla costa che sull'isola Longa, una volta la principale attività dell'isola, oggi in disuso.
La laguna comprende quattro isole: l'isola Longa, la più grande. Santa Maria, coperta di vegetazione. San Pantaleo (Mothia), la più importante, e Schola, un isolotto caratterizzato da casolari scoperchiati che gli conferiscono un'aria di suggestiva decadenza.
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Un grande silenzio regna ovunque perchè le isole sono disabitate se si eccettuano le due famiglie dei guardiani di S. Pantaleo (Mothia); nessuna grande imbarcazione può avventurarsi nei bassi fondali dello Stagnone solcato soltanto da poche barche di pescatori esperti.
Questo luogo singolare è una delle zone più interessanti d'Italia sotto diversi aspetti. Inanzitutto dal punto di vista naturalistico lo Stagnone e ciò che gli ecologi chiamano "zolla umida" per eccellenza, cioè un bacino palustre salato che presenta equilibri preziosi tra flora e fauna da una esatta ed oculata gestione di tale patrimonio naturale potrebbero derivare come si vedrà oltre,grandi benefici economici.
Inoltre l'isola di S. Pantaleo (Mothia) ha restituito in parte le vestigia sepolte della città fenicia di Mothia che sono da considerarsi un inestimabile patrimonio archeologico pressochè unico al mondo.
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