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Città di Marsala

Città di Marsala
Marsala (Maissala in siciliano; Lilybaeum in latino) è un comune italiano di 83.009 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia.

È il primo comune della provincia di Trapani ed il quinto della Sicilia per popolazione.

Famosa per lo sbarco di Garibaldi e dei mille dell'11 Maggio 1860 e per la produzione dell'omonimo vino Marsala, per cui, dal 1987, è Città del Vino. Sorge sulle rovine dell'antica città punica di Lilibeo (Lilibeum in latino), dal cui nome deriva l'appellativo di lilibetani (oltre a quello di marsalesi) per i suoi abitanti. Nel suo territorio sorge il complesso paesaggistico dell'arcipelago delle Isole dello Stagnone, un'area marina interessata dalla presenza delle saline, della pratica del Kite Surf e dell'archeologia, vista la presenza della famosa Isola di Mozia, antica città fenicia.
Storia
Nel 397 a.C. la colonia fenicio-punica di Mozia, fiorita 8 secoli prima di Cristo sull'isola di San Pantaleo, a poche miglia dalla costa della Sicilia sud-occidentale, fu invasa e distrutta dal tiranno di Siracusa Dionisio I. I superstiti si rifugiarono sulla costa siciliana e fondarono un nuovo insediamento a cui diedero il nome di Lylibeo, ossia "la città che guarda la Lybia", perché, appunto, Lybia veniva chiamata allora tutta la costa settentrionale dell'Africa.

Lylibeo passò in mano ai romani nel 241 a.C. per divenire uno dei centri più importanti della Provincia siciliana: nucleo di scambi e commerci, sede del pretore e del questore, fu arricchita di ville ed edifici pubblici, tanto da meritarsi l'appellativo di splendidissima urbs datole da Cicerone, questore tra il 76 e il 75 a.C.
Resti di una necropoli ellenico-romana

Devastata dai Vandali all'inizio del V secolo d.C., fu annessa nel VI all'impero di Giustiniano e visse secoli bui, segnati dal disinteresse di Bisanzio e dalle incursioni dei pirati. L'arrivo nell'VIII secolo degli arabo-berberi sotto il contiguo monte Granitola segnò anche la ripresa dei traffici commerciali e l'inizio della rinascita della città, che fu chiamata Marsa ʿAlī "Porto di ʿAlī" o, forse, Marsa ʿāliyy, "Porto Grande", data la grandezza dell'antico porto, sito presso Punta d'Alga, o anche Marsa Allāh, cioè "porto di Dio", donde poi il nome attuale. La crescita economica e demografica portò ad un importante sviluppo urbanistico, improntato al modello arabo.

Tuttavia esistono tuttora dei compromessi per quanto riguarda l'origine dell'attuale nome della città. Oltre alle ipotesi succitate, esiste anche una terza secondo la quale Marsala derivi da mare salis, ovvero "saline al mare" per la presenza delle saline nella costa settentrionale[senza fonte]. Tuttavia mancano del tutto riferimenti in letteratura ed è probabile quindi che si tratti di una delle frequenti "etimologie facili".

A partire dalla fine dell'XI secolo si susseguirono le dominazioni normanna, sveva, angioina e aragonese. Sotto la dominazione della casa spagnola, Marsala poté godere di un periodo di sviluppo e benessere, grazie al porto e alla coltivazione del fertile entroterra. La città visse una nuova fase di espansione e divenne una delle più importanti piazzeforti siciliane. Ma l'interramento del grande porto di Punta d'Alga, disposta nel 1575 dall'imperatore Carlo V per fermare le incursioni saracene, segnò la fine di questa fioritura[senza fonte].

Da questo momento bisogna aspettare due secoli per avere un'altra svolta nella storia della città. Alla fine del Settecento, fu ancora una volta un arrivo dal mare a cambiarne le sorti: l'approdo dell'inglese John Woodhouse che "inventò" il vino marsala. Il Woodhouse, infatti, ritenne di qualità eccellente il vino prodotto dai contadini locali, definito "in perpetuum", visto l'uso di rabboccare le botti in via di svuotamento con vino nuovo, sì da mantenerne inalterati i livelli. Caratterizzato da una naturale alta gradazione alcolica, il vino marsalese non era però adatto al trasporto: per ovviare al problema Woodhouse sperimentò con successo l'aggiunta di alcol di buona gradazione nel vino, garantendone in questo modo la stabilità. Egli ne avviò, quindi, l'esportazione annoverando in seguito, tra i suoi più illustri clienti, l'ammiraglio Nelson e la flotta britannica. Il vino così "inventato" da John Woodhouse fu quindi in grado di affrontare vittoriosamente, specialmente nella variante secca, il confronto col Madera e col Porto, ampiamente popolari tra i sudditi di Sua Maestà. Si deve ai Woodhouse l'esplosione dell'economia marsalese e la messa in opera con propri fondi di numerose opere infrastrutturali, tra cui il nuovo porto di Margitello, l'attuale porto di Marsala.
Monumento ai caduti, posto sul punto ove molti marsalesi persero la vita durante i bombardamenti britannici dell'11 maggio 1943

L'11 maggio 1860 avvenne lo sbarco di Giuseppe Garibaldi con i suoi Mille che da qui iniziò l'unificazione d'Italia.

Nella storia di Marsala vi è però anche un altro 11 maggio, un triste ricordo per la cittadinanza, quello del 1943: un bombardamento britannico sul centro abitato causò numerose vittime tra i civili e sfregiò perennemente il centro storico barocco della città. Proprio per il sacrificio di numerose vite umane a Marsala è valsa la medaglia d'oro al valor civile.
Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

    Duomo di Marsala (XVII secolo) dedicato a San Tommaso di Canterbury e costruito su impianto normanno del 1176. Conserva un organo a 4.317 canne.
    Chiesa del Purgatorio
    Chiesa dell'Addolorata
    Chiesa dell'Itriella
    Convento, chiesa e campanile del Carmine
    Chiesa di San Matteo
    Chiesa e monastero di San Pietro
    Chiesa di San Giovanni Battista

Architetture civili

    Palazzo VII aprile (XVI/XVII secolo), costruito sul sito della precedente Loggia dei Pisani.
    Palazzo Fici
    Palazzo Grignani
    Palazzo Spanò-Burgio
    Teatro Comunale, di inizio Ottocento con 300 posti a sedere, riaperto nel 1994 ed intitolato a Eliodoro Sollima.
    Cine Teatro Impero, d'epoca fascista

Architetture militari

    Castello di Marsala
    Porte di Marsala


Altro

La produzione del vino su scala industriale fu introdotta in città nel 1773 dall'inglese John Woodhouse. Molti gli stabilimenti importanti tra cui quelli di Ingham-Whitaker, le Cantine Florio, Martinez, Pellegrino, Rallo, Mineo, Bianchi, Baglio Hopps, Donnafugata, Alagna, Caruso e Minini. Numerose anche le cantine modernissime, fra le molte Alcesti, De Bartoli, Fina, Vinci, Birgi, Mothia, Paolini e Baglio Oro. Cantine marsalesi famose per la produzione di vini non solo da dessert ma anche bianchi e rossi di alta qualità.

Siti archeologici

La zona archeologica è una zona esterna all'originario abitato, occupata da macchia mediterranea.

Proprio in questa zona, la più occidentale della città, sono presenti i resti di una vecchia casa patrizia romana, chiamata "Insula romana", databile tarda era romana imperiale (IV secolo d.C.). Venuta alla luce grazie a svariati scavi effettuatisi dal 1939 a oggi[non chiaro], presenta ricche decorazioni a mosaico di pavimenti, raffiguranti scene di lotta fra animali selvatici e figure mitologiche. È presente anche un ambiente termale. Attualmente[non chiaro] sono in corso i lavori per la realizzazione del suddetto parco archeologico.

Gli anni duemila stanno segnando[non chiaro] una svolta: non ultime le scoperte del decumano massimo, della Venere Callipige del II secolo e di innumerevoli tracce di civiltà antiche (camere mortuarie, pavimentazioni, utensili, resti di abitazioni e di strade). In particolare, nel 2007, nello scavo di San Giovanni, è stata rinvenuta la pavimentazione cinquecentesca dell'omonima chiesa, e nello scavo adiacente ad essa, una colonna crollata su una pavimentazione in marmo bianco. In tutti gli scavi dell'area, gli strati di terra visibili sono un mix di terra e pezzi di terracotta, anfore, monete, e vari segni dell'antica civiltà. Nel mese di luglio del 2008, è stata scoperta una statua di Iside, e diverse scritture che anticipano la presenza di un tempio di Ercole nella zona archeologica di Porta Nuova, destinata ad occupare una posizione centrale nel contesto delle città puniche della Sicilia (Mozia e Lilibeo, due delle quattro città puniche della Sicilia insieme a Solunto e Palermo, si trovano a Marsala).

Aree naturali

Di grande attrazione è la riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala che prende il nome dall'omonima laguna, nonché arcipelago comprendente diverse isole tra cui Mozia.

Lo Stagnone è una laguna diventata riserva naturale perché habitat ideale di riproduzione e di ristoro per tantissime specie animali; tra queste i fenicotteri rosa che sempre più spesso – e in gruppi sempre più numerosi – scelgono lo stagnone ed in particolare l'Isola Grande (comunemente conosciuta come Isola Lunga) come luogo di riposo. Lo stagnone è uno dei pochissimi habitat naturali al mondo per la Posidonia, una rara qualità di pianta marina, simile all'erbetta da giardino. Nei momenti di bassa marea, lo stagnone si trasforma in una immensa prateria, quasi come un campo di calcio in mezzo al mare. L'Isola Lunga è raggiungibile a piedi dal promontorio di Birgi, esattamente dall'antica torre di avvistamento. Sull'isola lunga è presente, oltre a una varietà di saline e mulini tipici della zona, una villa in stile romanico abbandonata. L'arcipelago delle isolette di fronte alla città di Marsala è completato dalle Schole, un'isoletta piccolissima dove si trovano due caseggiati, in passato utilizzati come lazzaretto della città colpita dalla peste in epoca medievale.

Da diversi anni il litorale nord di Marsala, quello che comprende lo stagnone, è diventato il luogo d'incontro per eccellenza degli amanti del kite surf, sport acquatico; sono tantissimi gli sportivi provenienti da ogni parte del pianeta per esercitare questo sport sfruttando al meglio il vento e le onde. Di conseguenza sono sorte diverse scuole di Surf, Kite Surf, Wind Surf e in generale di tutti gli sport acquatici, proprio sul litorale nord della città. [non chiaro]

Cultura
Musei
Museo regionale Baglio Anselmi

    Museo archeologico Baglio Anselmi. È il maggior museo marsalese, per importanza e numero di reperti. È stato istituito ad hoc per ospitare un reperto tra le maggiori attrazioni di Marsala, ovvero la nave punica di Marsala, una nave ritrovata presso punta alga, sul litorale nord. Fu usata durante la battaglia delle isole Egadi, che concluse la prima guerra punica, ed è un unico esemplare al mondo, importantissimo per lo studio della tecnica navale fenicia. Oltre ad essa si trovano numerosi reperti ritrovati nel territorio marsalese e documentazioni su alcune case romane sparse per la città, prova dell'intensa attività edilizia che interessò la cittadina durante l'età romana imperiale.
    Museo degli arazzi fiamminghi, con serie di arazzi del XVI secolo raffiguranti la guerra giudaica.
    Museo dell'agricoltura Baglio Biesina, situato in via Salemi ad est della città, è ospitato all'interno del Baglio Biesina, un antico caseggiato circondato da un bel giardino tipicamente siciliano, ricco di palme. Al suo interno gli attrezzi e gli utensili usati dai contadini, alcuni risalenti anche ai primi dell'Ottocento.
    Museo garibaldino, ospitato nel complesso monumentale San Pietro.
    Pinacoteca comunale, presso il convento del Carmine.

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