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Bastione dell'Impossibile Trapani

Bastione dell'Impossibile
Il Bastione dell'Impossibile risale alla prima metà del XVI secolo e fu eretto per rafforzare la cinta muraria trapanese. Le fortificazioni e il sistema bastionato cinquecentesco furono realizzati per fronteggiare l'invasione via mare della grande potenza navale turca e per garantire alle popolazioni costiere una maggiore sicurezza contro la pirateria barbaresca, che da tempo minacciava i traffici marittimi dell'isola.
Il potenziamento delle strutture difensive trapanesi interessò maggiormente il fronte rivolto verso la terraferma dove, davanti alle vecchie mura ormai demolite, fu creata una nuova cortina terrapienata che collegava l'antico nucleo del Castello di Terra con l'erigendo Bastione dell'Impossibile, situato nella parte opposta del fronte e così chiamato per le difficoltà incontrate durante l'esecuzione dei lavori a causa delle pessime caratteristiche del terreno di fondazione.
<<..poi si cominciò dalla banda di terra a fortificar la città, allargandola in prima verso levante...Incominciassi all'or anco il cavaliero predetto dell'Impossibile, il qual fu così nomato perciò che, essendosi egli all'ora non pur dentro al mare fondato in circa otto canne d'altezza, ma anco sopra certi bollitami di acque tanto voraci che erano insin a coloro che vi notavano accanto spaventevoli, era da tutti cosa impossibile tenuto che egli mai vi si avesse stabilire potuto>> [G.F. Pugnatore, Historia di Trapani, Trapani 1984, p.126]
Il sistema difensivo cinquecentesco rimase invariato fino al XIX secolo, ma con la perdita per la città di Trapani della qualifica di Piazza d'Armi, per effetto del Regio Decreto del 16 aprile 1862, le mura non costituirono più un limite invalicabile e la città cominciò ad aprirsi verso l'esterno.
I fortilizi presenti ancora a Trapani sono ormai pochi: oltre al bastione dell'Impossibile rimangono in piedi soltanto il bastione Sant'Anna, il bastione Conca e alcune parti dell'antico nucleo del Castello di Terra. Tutti gli altri invece sono stati completamente abbattuti e le loro aree sono oggi occupate da nuovi edifici.
Sebbene rimanga ancora gran parte delle mura che lo caratterizzavano, è chiaro che oggi non possiamo più apprezzare l'antico bastione nella sua interezza; il tempo ha inevitabilmente alterato il suo aspetto originario e molte parti sono andate definitivamente perdute. Fino a poco tempo fa costruzioni si addossavano completamente al bastione e ne occultavano la visione. Per molti anni, infatti, si è creduto che fosse stato demolito ed è per questo che le notizie a noi pervenute sono molto scarse.
Sul fronte nord si rintracciano ancora i segni dell'antica cortina, che collegava il Bastione dell'Impossibile con il Castello di Terra, separando il centro abitato dalla campagna. Dall'analisi di alcune stampe che riproducono la città di Trapani nel cinquecento e dai caratteri del fronte bastionato, si deduce che, lungo la cortina, dovevano aprirsi numerose cannoniere, adoperate per collocare le artiglierie, e un lungo parapetto, che si estendeva fino al Castello di Terra, con la funzione di proteggere la milizia durante il cammino di ronda. Questa cortina oggi non esiste più, è stata demolita per collegare la città con le zone di nuova espansione. Oltre alla cortina sono scomparse anche le cannoniere, aperte nei parapetti e nei muri del bastione, la cui forma strombata, documentata da molte fonti cartografiche, è ancora rintracciabile nelle uniche due cannoniere rimaste sul fianco arretrato.
La città, per tre lati circondata dal mare, si collegava alla terraferma soltanto ad est, poichè il centro abitato era situato ad ovest della cortina muraria, è molto probabile quindi che l'accesso al bastione avvenisse da ovest. Sono ancora visibili le parti superiori degli archi d'ingresso, che risultano ormai quasi del tutto interrati, dato che, come risulta da vari documenti, il livello del suolo è stato innalzato.
Un atto del Consiglio Comunale di Trapani del 5 novembre 1867 dichiara che il piano della marina è stato non solo ampliato, ma anche rialzato: <<... imbraccialamento del tratto della marina a cominciare dal demolito Bastione Principale a quello dell'Impossibile...per la demolizione dei due bastioni suddetti, la marina era stata non solo elargata ma pure rialzata per una migliore livellazione, coprendo lo stradale esistente...>>.
Dei tre archi quello più visibile si trova sul fronte sud adiacente ad alcune cisterne militari; non conserva più un aspetto integro perchè probabilmente è stato danneggiato per realizzare una seconda apertura di fattura più recente come si evince dalla tecnica costruttiva usata e dalle caratteristiche dimensionali e tipologiche dei conci di pietra arenaria impiegati.
Dal sopralluogo effettuato sopra il bastione, prima dei recenti lavori di recupero, è stato possibile constatare che la superficie di calpestio in tale livello non si manteneva costante ma presentava dei salti di quota. Questo dato, confrontato con alcuni disegni che riproducono la città murata, fa ipotizzare che la parte centrale del bastione con la murata che la delimitava, fosse ad una quota più alta e ad un'altezza maggiore rispetto a quella esterna. Questa murata oggi non conserva più un aspetto integro. Una parte è completamente scomparsa ma è ancora possibile individuarne la traccia; un'altra parte, poichè realizzata in conci di pietra calcarea, non appartiene invece all'impianto originario, ma è sicuramente di epoca successiva e riprende sempre il vecchio tracciato.
Si sono conservati, inoltre, i resti di un piccolo edificio poco visibile dal basso. Dato che non è riprodotto in nessun documento cartografico e da una osservazione diretta dei materiali e dalla tecnica costruttiva usati, deduciamo che non appartenga all'impianto originario, ma sia di fattura più recente. Sopra il bastione si conserva anche un parapetto, che proteggeva la milizia durante l'uso delle armi.
La muratura originaria del bastione è in conci di pietra arenaria di varia pezzatura, abbastanza compatta e di colore rossiccio. Dal confronto con le tecniche costruttive adoperate per la realizzazione degli altri bastioni è immediato rintracciare la differenza tra il materiale lapideo impiegato in fondazione e negli angoli del bastione rispetto a quello utilizzato per l'intera struttura. Infatti, per ragioni di tipo funzionale, data l'esigenza di rendere queste parti più resistenti, gli elementi di fondazione e quelli angolari sono in pietra arenaria più compatta, di pezzatura maggiore e sbozzatura fine, messi in opera in filari paralleli regolari, con conci delle stesse dimensioni in tutti i filari e giunti in malta di calce con inerte a granulometria fine.
Nella muratura sono presenti, inoltre, diversi tipi di calcare tufaceo adoperato sia come muratura di consolidamento che di riempimento, nonchè come materiale da costruzione. Questo si evince analizzando il loro stato di conservazione. Dall'osservazione diretta della tecnica costruttiva, della lavorazione, del colore e soprattutto dei fenomeni di degrado, è palese la differenza tra i tufi impiegati; quello più tenero, essendo meno resistente agli agenti atmosferici, ha subito una forte erosione e una maggiore disgregazione superficiale, mentre quello più compatto conserva un aspetto più integro e assicura una maggiore durata nel tempo. Sui fronti si distinguono anche diverse malte, da quelle più tarde ottenute con impasto di calce e inerte a diversa granulometria, a quelle più recenti a base cementizia e varia cosistenza, adoperate sia come rivestimento che come allettamento e riempimento. Tra tutte le malte impiegate una in particolare è diffusa su tutti i fronti come rivestimento, ottenuta da un impasto di calce, pozzolana e inerte a granulometria media, per cui si può ipotizzare che tale intervento sia avvenuto nei primi decenni del XX secolo.

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