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Milazzo

Milazzo
Milazzo (Milazzu in siciliano) è un comune italiano di 32501 abitanti della provincia di Messina in Sicilia.

La città è posta tra due golfi, quello di Milazzo a est e quello di Patti a ovest, in un luogo strategico della Sicilia nord-orientale. Distante 43 km dal capoluogo rientra nell'area metropolitana dello Stretto, è il punto di riferimento di un comprensorio di 204.000 abitanti circa.

In origine città greca, e dal 36 a.C. riconosciuta come civitas Romana, Milazzo è oggi una meta turistica ed un ottimo punto di partenza per le Isole Eolie, il Parco dei Nebrodi, Tindari. Numerose sono infatti le testimonianze, simboli della storia millenaria della città.

Sono in corso progetti mirati ad inserire il Castello, la città fortificata e il borgo antico tra i siti UNESCO ed a costituire la Riserva Marina del Promontorio di Capo Milazzo.
Geografia

Geologia

Le origini del promontorio si possono far risalire a un milione e mezzo di anni fa, quando tra il Terziario e il Quaternario i movimenti tettonici portarono ad un innalzamento di rocce sedimentarie e cristalline fra i 20 e i 70 metri s.l.m. Su di esse si depositarono sabbie e sedimenti marini,durante un periodo interglaciale (430.000 anni fa) che rappresenta il piano tirreniano. Si formò quindi un'isola poco distante dalla terraferma. Successivamente grandi quantità di detriti e depositi alluvionali provenienti dai monti Peloritani la unirono alla Sicilia.

Confini territoriali

La città sorge all'inizio di una penisola lunga circa 8 km (Capo Milazzo) nel Mar Tirreno, in direzione nord. A ovest del territorio milazzese si trova la Riviera di Ponente, affacciata sul Golfo di Patti (Mar di Ponente); a est, il Golfo di Milazzo (Mar di Levante). Il territorio del comune, nel versante sud, è da caratterizzato da un'ampia pianura alluvionale (Piana di Milazzo). Il confine comunale sulla terraferma è demarcato a est dalla fiumara Floripotema, che divide il comune di Milazzo da quello di San Filippo del Mela, e a ovest dal fiume Mela (o di Merì), che separa il comune milazzese da Barcellona Pozzo di Gotto e Merì.

Clima

Il clima è Mediterraneo con evidenti caratteristiche Subtropicali, caratterizzato da escursioni termiche molto contenute in tutto l’anno. Secondo la classificazione dei climi di Köppen la città fa parte della fascia climatica Csa.

Piovosità

La piovosità annua dell’area è di circa 850–900 mm. I mesi di maggiore precipitazione risultano essere gennaio, ottobre, novembre e dicembre. Negli ultimi decenni si è verificato un graduale cambiamento climatico, manifestato con l’accentuarsi di fenomeni a carattere temporalesco, che hanno evidenziato quindi una lenta tropicalizzazione dell’area.

Venti

Nell’area in questione i venti predominanti e costanti, sia deboli che medi e forti, sono il Ponente (proveniente da Ovest) e, con frequenza minore, lo Scirocco (proveniente da Sud-Est). Tale situazione si registra in tutti i mesi dell’anno ad eccezione dei mesi estivi, durante i quali diminuisce la frequenza dei venti forti. I venti forti e fortissimi (7º-12º Scala Beaufort) si concentrano nei periodi autunnali ed invernali anche se si presentano con frequenze minori rispetto a quelli più deboli. Per quanto riguarda il Ponente, la Penisola di Milazzo offre un buon riparo mentre per lo Scirocco la baia (Mar di Levante) è scoperta.

Termometria

Il periodo più caldo dell’anno è compreso tra i mesi di luglio e agosto (con medie mensili di circa +30 °C), mentre quello più freddo tra gennaio e febbraio (con medie mensili comprese tra i +11 °C e i +12 °C). Durante la stagione invernale, è raro che la temperatura minima assoluta scenda al di sotto dei +10 °C (nella zona del centro città). Il territorio di Milazzo presenta numerosi microclimi, grazie ai quali, a distanza di pochi chilometri, è possibile trovare situazioni climatiche diverse. Soprattutto per quanto riguarda la piovosità e la temperatura. Infatti, le zone della Piana e del Capo di Milazzo presentano costantemente, in tutte le stagioni, una temperatura inferiore rispetto al centro città, da 1 °C a 3 °C. La temperatura media annua è di circa +20 °C.

Umidità e pluviometria

Per tutto l'arco dell'anno, il tasso di umidità presente nel territorio di Milazzo è compresa tra il 65% e il 95% circa. L'indice climatico di Emberger definisce questa, una condizione di clima subumido. L'indice di Rivas Martines indica un clima termomediterraneo-subumido inferiore. L'indice di De Martonne, segnala un clima temperato caldo. L'indice globale di umidità di Thornthwaite indica un clima asciutto-subumido.

Flora

La flora milazzese è molto varia, poiché le numerose specie presenti appartengono ad ambienti naturali eterogenei. Le piante costituiscono un'importante chiave di lettura del territorio, modificato dall'uomo. I tipi di vegetazione che si riscontrano oggi a Milazzo rimangono comunque vari e ricchi di specie rare; i più significativi e caratterizzanti dell'area sono: macchia alta o macchia foresta, macchia, gariga, steppa, vegetazione rupicola, vegetazione alofila, vegetazione ripariale, vegetazione degli ambienti umidi. La macchia alta non è altro che il risultato della degradazione della foresta mediterranea, un tempo presente anche a Milazzo e dominata dalla presenza di lecci (Quercus ilex), oggi sostituita dalla roverella (Quercus pubescens). Nei piccoli lembi di macchia alta crescono specie ad alto fusto, come l'olmo campestre (Ulmus minor) e il bagolaro (Celtis australis). Si trovano anche piante volubili e lianose come la salsapariglia (Smilax aspera) e la robbia selvatica (Rubia peregrina); sono presenti inoltre: il mirto (Myrtus communis), l'alaterno (Rhamnus alaternus), il pero selvatico (Pyrus pyraster), il melo selvatico (Malus sylvestris), il pruno selvatico (Prunus spinosa) e il biancospino comune (Crataegus monogyna).

La macchia mediterranea milazzese è dominata dal lentisco (Pistacia lentiscus), l'erica arborea (Erica arborea), la ginestra comune (Spartium junceum), il caprifoglio mediterraneo (Lonicera implexa), l'asparago pungente (Asparagus acutifolius), la rosa di San Giovanni (Rosa sempervirens), l'edera (Hedera helix), l'orniello (Fraxinus ornus) e il viburno (Viburnum tinus). Nei luoghi più freschi crescono specie di felci come il polipodio meridionale (Polypodium cambricum), l'asplenio adianto nero (Asplenium adiantum-nigrum), l'asplenio obovato (Asplenium obovatum) e l'asplenio maggiore (Asplenium onopteris). In condizioni di aridità, la macchia è dominata dall'euforbia arborescente (Euphorbia dendroides).
Un po' ovunque, dove è andata distrutta la macchia cresce una forma di vegetazione cespugliosa detta gariga. Sono tipiche della gariga piante cespugliose come lo sparzio villoso (Calycotome villosa), l'assenzio aromatico (Artemisia arborescens), la timelea barbosa (Thymelaea hirsuta), il camedrio doppio (Teucrium flavum), il the siciliano (Prasium majus), l'asfodelo mediterraneo (Asphodelus microcarpus), la scilla marittima (Urginea maritima). Inoltre si trovano specie rare come la spina santa insulare (Lycium intricatum), il senecione cinerario dell'Etna (Senecio ambiguus), il senecione cinerario del messinese (Senecio gibbosus), l'ofride panormitana (Ophrys sphegodes panormitana), il giacinto siciliano (Bellevalia dubia).
Quando la gariga subisce ulteriormente la degradazione si trasforma in steppa; la pianta che maggiormente la rappresenta è il barboncino mediterraneo (Hyparrhenia hirta). Ad essa si associa la filigrana comune (Lobularia maritima), la scarlina (Galactites tomentosa), la viperina azzurra (Echium vulgare), il finocchio comune (Foeniculum vulgare), la firrastrina comune (Thapsia garganica), l'opoponace comune (Opoponax chironium) e il basilisco filiforme (Cachrys pungens). E alcuni cardi: carlina raggio d'oro (Carlina corymbosa), onopordo maggiore (Onopordum illirycum) e masticogna laticifera (Atractylis gummifera). Sulle rupi crescono piante come il cappero comune (Capparis spinosa), la vedovina delle scogliere (Scabiosa cretica), il ginestrino delle scogliere (Lotus cytisoides), la finocchiella di Boccone (Seseli bocconi), il garofano rupicolo (Dianthus rupicola), l'issopo di Cosentini (Microneria consentina); merita infine di essere segnalata la palma nana (Chamaerops humilis). Numerose piante esotiche sono riuscite ad introdursi nella rupe.
La vegetazione alofila è rappresentata dalle piante che trovano il loro habitat negli ambienti salini delle scogliere e delle dune sabbiose. Tra le piante più rappresentative troviamo la violaciocca selvatica (Matthiola tricuspidata), il papavero cornuto (Glaucium flavum), il giglio di mare comune (Pancratium maritimum), la salsola (Salsola kali), il poligono marittimo (Polygonum maritimum), il finocchio marino (Crithmum maritimum). Espressione del degrado della duna è la gramigna rampicante (Cynodon dactylon), ben rappresentata sulla spiaggia di Renella. Nella zona industriale crescono pioppi neri, salici bianchi, tamerici, oleandri, giunchetto meridionale e cannuccia palustre.
La vegetazione degli ambienti umidi è limitata alle piccole sorgenti di promontorio, ove cresce quasi esclusivamente la canna domestica (Arundo donax), affiancato da piante come il rovo comune. Lungo il torrente Mela crescono il salice rosso, l'ontano comune, il giunco foglioso.

Fauna

Mammiferi

Fra i mammiferi troviamo il coniglio, fra i più visibili; la donnola, il più piccolo dei carnivori. Fra gli insettivori ci sono il piccolo mustiolo, la crocidura rossiccia e la crocidura minore, fra i più grandi troviamo il riccio. Tra i roditori vi sono il ratto nero, il ratto delle chiaviche, il topo delle case e il topo selvatico.

Uccelli

Il territorio è costituito da ambienti vari, nei quali alle volte trovano rifugio numerose specie di uccelli, come il falco pellegrino, il gheppio, la poiana e il falco pecchiaiolo, oltre all'assiolo la civetta e il barbagianni. Le specie legate all'ambiente marino sono il gabbiano comune e il gabbiano reale. Tre gli uccelli che si possono osservare lungo la costa ricordiamo: il cormorano, il marangone dal ciuffo e il martin pescatore. Sulle rupi nidificano il passero solitario e io piccione selvatico. Per quanto riguarda i corvidi su trovano il corvo imperiale. la taccola e la gazza. Gli uccelli acquatici migratori sono il tarabusino, la gazzetta e l'airone cenario, mentre nelle zone antropizzate troviamo la passera sarda e mattugia, il merlo, l'upupa eccetera.

Anfibi

Le specie più comuni di anfibi sono la raganella, il discoglosso dipinto, la rana dei fossi. Non è più presente invece il rospo comune.

Rettili

Le due specie di serpente che qui si trovano sono: il biacco, il serpente più comune, e la biscia dal collare. Il rettile più comune è la lucertola campestre, inoltre si trova il ramarro. Le due specie di gechi sono: il geco verrucoso e il geco comune. Inoltre appartenenti alla famiglia degli Scinchidi sono il gongilo e la luscengola.

Storia

Dalle origini all'Impero romano

Ellenizzata dai greci di Zancle (Messina), Milazzo fu abitata già prima a partire dal 4000 a.C. (età neolitica). Mylae si rese indipendente da Zancle sino al 550 a.C. Nel 427 a.C., fu assediata dall'ateniese Lachete. Dopo successive e numerose vicende che la videro contesa, la città fu sottratta ai Mamertini, nel 270 a.C., dal siracusano Gerone II uscito vittorioso da una difficile battaglia combattuta nei “Campi Milesi”. Nel 260 a.C. le acque di Mylae divennero nuovamente teatro di battaglie, con lo scoppio della prima guerra punica, in cui si verificò il trionfo navale di Caio Duilio sull'armata dei Cartaginesi di Annibale Barca. Ciò permise l'affermarsi dell'egemonia romana sul mare. Nel 36 a.C. avvenne un'ulteriore battaglia decisiva, tra l'Imperatore Ottaviano e Sesto Pompeo. La città divenne importante base navale, tanto che l'Imperatore romano concesse il riconoscimento civico con l'aquila e con il motto “Aquila mari imposita– Sexto Pompeo superato”. Sotto il dominio dei Bizantini, Milazzo fu una tra le prime sedi vescovili della Sicilia.

Dalla dominazione musulmana ai reali di Spagna

Con la sua espugnazione avvenuta nell'843 da parte di Fadhl Ibn Giafar, iniziò la dominazione musulmana. Durante questo periodo fu messa a capo di una nuova circoscrizione territoriale denominata "Tallo di Milazzo" e divenne un florido centro agricolo e commerciale. È di questo periodo la costruzione della grande torre del maschio, indicata come "saracena" e l'introduzione della pesca del tonno che si svilupperà nei secoli successivi con tecniche più moderne.

Nell'888 un'incursione navale da parte dei Bizantini si concluse in modo fallimentare.

Nel 1101 fu occupata da Ruggero d'Altavilla o Il Normanno, fu incorporata nel demanio regio e vide il potenziamento dell'importante Castello da parte di Federico II di Svevia e di Alfonso d'Aragona, inserito fra i "castra exenta" sotto la diretta giurisdizione reale. L'antico "Vallo" assunse la denominazione di "Comarca di Milazzo" con una potestà riservata ai magistrati civici, militari e giudiziari che durò sino al XVIII secolo.

Nell'agosto 1268, al comando di Guido Baccio da Pisa, quaranta galee sbarcarono a Milazzo i partigiani di Corradino di Svevia. Sconfitti gli angioini, la città e il castello furono tenuti dai fedeli di Corradino sino alla disfatta di Tagliacozzo. Nella guerra del Vespro del 1282 Milazzo venne alternativamente occupata dai due sovrani contendenti Carlo d'Angiò e Pietro d'Aragona.

Negli ultimi mesi del 1295 si tenne l'Assise del Real Parlamento di Sicilia convocato da Federico III d'Aragona, per valutare il tradimento del fratello Giacomo che si era impegnato a cedere, dopo averne cacciato il fratello, l'intera isola a Carlo d'Angiò. Accresciuta d'importanza e nuovamente potenziata da imponenti fortificazioni per opera degli spagnoli, fu più volte sede dei Viceré e dei Luogotenenti di Sicilia.

Ebbe numerosi privilegi civili, militari ed economici grazie ai monarchi spagnoli, ma già avuti in precedenza da Federico di Svevia, Federico e Giacomo d'Aragona, Martino II ed Alfonso V.

Dall'età cinquecentesca all'Unità d'Italia

Nel 1523 il Viceré Ettore Pignatelli vi soffocò la congiura contro la corona di Spagna promossa dai fratelli Imperatore; nel 1539 vi ritrovò rifugio il viceré Ferdinando Gonzaga dalla rivolta popolare di Messina.

Vanamente assalita nel luglio 1544 dall'armata barbaresca di Hajreddin Barbarossa, nell'agosto 1571 fu scelta da Don Giovanni d'Austria quale centro di raduno e d'imbarco del contingente siculo-spagnolo aggregato all'armata cristiana alla fonda a Messina e prossima a conseguire la gloria di Lepanto.

Nella guerra franco-spagnola seguita alla Rivolta antispagnola di Messina (1674-1678), Milazzo ospitò le massime autorità del Regno di Sicilia e tenne, per tutto quel periodo, il ruolo di capitale amministrativa dell'isola.

Gli ultimi guizzi del dominio spagnolo si esaurirono nel 1713 quando, la sovranità della Sicilia passò a Vittorio Amedeo II di Savoia. Nel 1718-1719 si esaurì nel duro e vano assedio di Milazzo - difesa degli austro-piemontesi - il piano del Viceré spagnolo Marchese di Lede di riconquistare la Sicilia. Durante tale assedio gravi furono i danneggiamenti o le distruzioni del patrimonio storico e monumentale della città.

Nelle guerre napoleoniche gli Inglesi la fecero loro piazza d'armi, e base del sistema difensivo ed offensivo britannico nell'isola.

Nei moti risorgimentali del 1848 Milazzo, fu al centro degli epici avvenimenti legati all'assedio e all'eroica difesa di Messina. Il 20 luglio 1860 Garibaldi, coronando con la cruenta battaglia campale vinta sui borbonici, pose i presupposti per la liberazione di tutta l’Italia meridionale e per il compimento dell'Unità Nazionale.

Con l'avvento del Regno d'Italia, la città perse la sua importanza strategica - militare ed il Castello nel 1880, su ordine nazionale, venne declassato da piazzaforte reale a carcere giudiziario.

Gli anni delle due guerre mondiali

Durante la prima guerra mondiale divenne campo di prigionia per i militari austro-ungarici, mentre nel periodo fascista luogo di detenzione politica. Durante il secondo conflitto mondiale Milazzo subì massicci e cruenti bombardamenti; numerosi edifici furono rasi al suolo. La città, assieme a Catania, Augusta e Palermo, fu anche individuata quale zona da sbarco nel piano inglese d'invasione della Sicilia, denominato "Whipcord" che doveva effettuarsi il 9 dicembre 1941 e successivamente annullato il 30 ottobre 1941. Nel luglio 1943, quando l'invasione attuata con l'operazione Husky era in pieno svolgimento, il porto di Milazzo venne potenziato notevolmente nelle sue difese quale importante centro marittimo, ferroviario e militare. Il 14 agosto 1943 le truppe del 15º gruppo tattico reggimentale della III divisione di fanteria americana occuparono Milazzo a seguito del disimpegno del 71º reggimento di fanteria tedesca appartenente alla 29ª divisione Panzergrenadier.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il Castello e il Duomo Antico

Il monumento più importante della città è il Castello di Federico II: bene nazionale e dell'Unione Europea, si estende su un'area di oltre 7 ettari, costituisce una vera e propria cittadella.

Le prime fortificazioni sono databili attorno al Neolitico (4000 a.C.). Più tardi, attorno al VIII-VII secolo a.C., grazie all'intervento dei Greci, che la chiamarono Mylai, l'agglomerato prese forma e s'ingrandì, divenendo un'acropoli e, grazie all'intervento romano-bizantino, un castrum.

Nell'843 gli Arabi diedero vita al primo nucleo dell'odierno castello, sulle rovine delle vecchie dominazioni. Successivamente, i Normanni e gli Svevi, aggiunsero altre strutture, gli Aragonesi ne adeguarono l'impianto difensivo, gli Spagnoli lo circondarono di una poderosa cinta muraria. Particolare interessante è un disegno stilizzato il pietra lavica in uno spigolo delle mura medievali. Secondo alcuni esperti è l'occhio del falco Horo, simbolo egiziano di inespugnabilità; secondo altri è uno scarabeo, sui cui occhi il sole punta dritto nel giorno dell'equinozio di primavera. I milazzesi potevano così sapere l'evolversi delle stagioni.

Nel 1928 è venuta alla luce una gabbia di tortura, che conteneva uno scheletro umano mancante degli arti inferiori. Molta fu la curiosità a livello scientifico da parte di esperti italiani e stranieri. Oggi la gabbia è un reperto del Museo Criminale di Roma ed è il solo esemplare nell'Europa continentale di questo genere.

Altro monumento di grande interesse è il Duomo Antico. Si trova all'interno della città fortificata, e la sua costruzione fu iniziata nel 1608 su disegni dell'allievo di Michelangelo, Camillo Camilliani. Il Duomo fu costruito in sostituzione della vecchia Chiesa Madre di S.Maria, abbattuta nel 1568 per motivi strategico-militari. I lavori di abbellimento e di completamento della nuova opera si protrassero fino al 1700 circa.

Tra il Duomo Antico e il Castello, vi sono i ruderi del vecchio Palazzo dei Giurati, successivamente sede dell'antico Senato della città.

Il Duomo Nuovo è intitolato a Santo Stefano Protomartire. L'edificio, a tre navate, fu costruito su progetto dell'architetto Francesco Valenti, a partire dal 1937 ed inaugurato al culto nel 1951. Altre chiese di grande interesse si trovano lungo il borgo antico, la zona marinara di Vaccarella e lungo le strade del centro.

Al borgo antico (Città Spagnola) vi sono la Chiesa di San Rocco (1575), la Chiesa dell'Immacolata Concezione (1640), la Chiesa del SS. Salvatore (1616), la Chiesa Nostra Signora del SS. Rosario (eretta nel XVI secolo, e sede del Tribunale dell'Inquisizione fino al 1782), la Chiesa di San Giuseppe (1565), e per finire il Santuario di San Francesco di Paola. Questo è l'unico santuario del santo presente in Sicilia, ed è stato costruito, tra il 1464 e il 1467, per suo volere durante il soggiorno in città, dove operò numerosi miracoli.

Proseguendo verso Capo Milazzo troviamo, oltre alle Chiese della SS. Trinità ed alla Chiesa dell'Addolorata (1810-1813), il Santuario di Sant'Antonio da Padova. Situato nella parte finale del promontorio, è un vero e proprio rifugio rupestre, dove il santo trovò riparo dopo essere naufragato sulle coste nel gennaio 1221; trasformato in luogo di culto (1232), successivamente al 1575 assunse l'aspetto giunto fino a noi.

Nel quartiere di Vaccarella è possibile ammirare la Chiesa di Santa Maria Maggiore, edificata tra il 1610 e il 1621. Dal punto di vista storico, è legata all'epopea dei Mille per il riposo da campo che Giuseppe Garibaldi si concesse nella notte tra il 20 ed il 21 luglio 1860, al termine della battaglia contro le forze borboniche.

Sono presenti anche la Chiesa di San Giacomo Apostolo (1434), la Chiesa della Madonna del Carmine (1574-1577) e la piccola Chiesetta di Santa Caterina d'Alessandria (eretta in epoca bizantina, presente nell'attuale "Quartiere Bizantino"). Nella zona prospiciente al litorale di ponente, nella "Parrocchia del SS. Crocifisso" sorge la Chiesa di San Papino Martire (Παππίου-Pappio) (IV secolo) dove secondo la tradizione nel 580 d.C. circa arrivarono alcune reliquie dalla lontana Armenia Maggiore.

In periferia, nella frazione di Santa Maria delle Grazie, è da segnalare la chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie, il cui culto risale al '500 quando sul luogo furono segnalate alcune apparizioni della Vergine col Bambino. Nella frazione di Parco Nuovo è situata l'antica chiesa di Maria SS. del Boschetto. Inoltre a Santa Marina di Milazzo si trova la Chiesa di Santa Marina Vergine edificata in epoca normanna intorno al sec. XII, e successivamente riedificata nel 1646.

Inoltre, vi sono presenti, oltre a quelle già elencate, un alto numero di chiese, molte delle quali erette in tempi più recenti e di minore importanza, come la chiesa dedicata al "Sacro Cuore" di Gesù.

Palazzi e monumenti

Palazzo Proto

Numerosi sono i palazzi delle antiche famiglie milazzesi: tra questi il Palazzo D'Amico, il Palazzo Proto e la Villa Vaccarino in stile liberty. Altro palazzo di notevole interesse è quello municipale, sito in via Francesco Crispi. Notevoli anche le numerose ville padronali della Piana, dove si trovano le frazioni agricole di San Pietro, Santa Marina (le due più popolose, abitate da circa 2000 persone ciascuna), e poi Scaccia, San Marco, Parco, Grazia, Fiumarella ed Olivarella (quest'ultima condivisa con il Comune di San Filippo del Mela). Fra tali ville, ricordiamo la Villa Bevacqua e la Villa Cumbo, a S. Marina, e l'antica Chiesetta degli Spadafora, a S. Pietro.

Tra i monumenti più celebri troviamo quello dei Caduti Milazzesi per la Patria (situata in Piazza Roma ed eretta nel 1924); la mitica e antica Fonte del Mela (situata di fronte alla Chiesa del Carmine); la Statua della Libertà, costruita in onore di Garibaldi; la Statua di Luigi Rizzo; il monumento Ponte di Milazzo, eretto per ricordare la celebre battaglia del 20 luglio 1860, e il grande mosaico pavimentale che raffigura lo stemma comunale, situato nell'Atrio del Carmine.

Musei

Oltre ad essere stato luogo di ritrovamento di numerosi reperti presenti al Museo Archeologico Regionale di Siracusa, la città possiede tre musei.

L'edificio che ospita il museo (una costruzione bianca con un elegante prospetto a sviluppo orizzontale) è un ex carcere femminile borbonico realizzato nel 1816 con i caratteri tipici delle costruzioni militari dell'epoca.

La collezione espone reperti rinvenuti durante le ricerche nelle aree della necropoli. Tra i vari oggetti, spiccano barchette e rematori fittili della seconda metà del III secolo a.C., pezzi unici usati, pare, per il trasporto delle anime e, inoltre, corredi funerari risalenti a un periodo compreso tra fine del V al III secolo a.C. Questo museo è stato chiuso temporaneamente.
Museo della Tonnara e del Mare

Il Museo della Tonnara del Tono ospita due sezioni:

    Il settore Museo della Tonnara con fotografie, testi, oggetti ed attrezzature varie, e con l'integrazione di disegni schematici ed esecutivi e schede didattiche, con imbarcazioni tuttora esistenti integrate da piccoli modelli lignei di quelle scomparse, con ancore ed attrezzature impiegate nella pesca e nella lavorazione e trasformazione del pescato;
    Il settore Attività marinare: sezione con mappe, carte nautiche e di rilievo, disegni, elaborati progettuali, strumentazione nautica (bussole, sestanti). Aperta anche ai contributi delle varie associazioni ed esposizione dei reperti di archeologia subacquea.

I magazzini conservano intatto il fascino delle notevoli stratificazioni delle murature succedutesi nelle diverse epoche; la loro trasformazione, avvenuta più che altro in altezza, è oggi facilmente leggibile in più punti del fronte a mare. Occupano circa 1.000 metri quadrati e presentano ingressi sia sul fronte strada che sul lato mare, attraverso cui, un tempo, venivano introdotte e conservate le imbarcazioni usate per la pesca del tonno.

Teatro

Il teatro di Milazzo venne costruito dall'imprenditore, milazzese d’adozione, Stefano Trifiletti. Progettato dall’ingegnere Letterio Savoja, il "Trifiletti" venne dotato di impianti tecnologici, una scuola di ballo e di una sala concerto. Acquisito nel 1986 dal Comune di Milazzo e riconosciuto di pregio storico-architettonico, nel 2010 è ritornato al suo antico splendore grazie ai lavori di restauro conservativi.

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