Per ricevere ulteriori informazioni vi preghiamo di compilare il modulo qui sotto oppure di scrivere direttamente a info@ecocasavacanze.it.

*I campi indicati con l'asterisco sono obbligatori.



HOME PAGE>COSE DA VEDERE IN SICILIA>CATANIA>CATANIA

La città di Catania

Catania

La città di Catania è il centro della maggiore conurbazione siciliana, nota come "Sistema Lineare della Sicilia Orientale". È una delle 15 città metropolitane italiane. L'agglomerato urbano supera ampiamente i confini comunali, ed ha una popolazione di 572.302 residenti, mentre l'area metropolitana ne conta 765.623, ed è la più densamente popolata della Sicilia. È il decimo comune italiano per popolazione ed inoltre il comune non capoluogo di regione più popoloso d'Italia.

Fondata nel 729 a.C. dai Greci Calcidesi, vanta una storia millenaria caratterizzata da svariate dominazioni i cui resti ne arricchiscono oggi il patrimonio artistico, architettonico e culturale.

Nel corso della sua storia è stata più volte distrutta da eruzioni vulcaniche (la più imponente, in epoca storica, è quella del 1669) e da terremoti (i più catastrofici ricordati sono stati quelli del 1169 e del 1693).

Il barocco del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità, assieme a sette comuni del Val di Noto (Caltagirone, Militello in Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli), nel 2002.

Catania è una delle poche città in Italia ad offrire paesaggi tanto diversi concentrati in un solo sito. Sorge sulla costa orientale dell'isola, ai piedi del vulcano Etna (il più alto d'Europa) e a metà strada tra le città di Messina e Siracusa.

Il suo territorio comprende anche una vasta fetta della piana di Catania ('a Chiana), una tra le più estese aree coltivate della Sicilia la cui zona più vicina al mare costituisce l'oasi del Simeto, riserva regionale di circa 2.000 ettari istituita nel 1984. L'Oasi del Simeto prende nome dal fiume Simeto, il più importante dell'isola, che sfocia a sud della città. Catania si affaccia sul mar Ionio con il golfo che prende il suo nome.

Intorno al vulcano, inoltre, sorge un'altra area naturale protetta: il Parco dell'Etna.

Il territorio è prettamente pianeggiante a sud e sud est, e montuoso a nord per la presenza del vulcano Etna. Il nucleo originario della città era situato su un colle che corrisponde all'odierna piazza Dante, dove sorge l'ex-monastero dei benedettini. L'unico altro rilievo importante è la collina Santa Sofia, dove sorge la Cittadella Universitaria, al confine con Gravina, comune del vasto hinterland.

Il verde pubblico è costituito dai parchi situati all'interno della città. Sono sei quelli di una certa grandezza e importanza: il Giardino Bellini, detto 'a Villa o Villa Bellini e dedicato a Vincenzo Bellini, il Giardino Pacini, detto Villa 'ê varagghi (cioè "degli sbadigli", perché si diceva frequentata soprattutto da pensionati e da sfaccendati in genere), il Parco Gioeni (situato a nord, alla fine della via Etnea), il Parco Falcone e Borsellino (a nord del Corso Italia), il parco I Viceré (nel quartiere Barriera Canalicchio) e il Boschetto della Plaia (nella zona tra l'Aeroporto Vincenzo Bellini e la città). Tra gli altri, per l'importanza storica e per la conservazione della biodiversità si segnala l'Orto botanico di Catania.

La città è attraversata da un fiume sotterraneo, l'Amenano. In passato, poco fuori le mura ad ovest, si poteva trovare il lago di Nicito, al fiume collegato e ormai coperto dalla colata lavica del 1669 (l'omonima via ne ricorda l'ubicazione). Attualmente, l'Amenano si rende visibile all'Acqua a linzolu, fontana in marmo bianco che sorge tra la Pescheria e la piazza del Duomo e nei sotterranei del locale Ostello Agorà. Ma è stato tutto il territorio circostante a mutare profondamente in seguito a calamità naturali come questa: la costa a nord del porto è appunto una scogliera sorta in seguito alle varie colate laviche, in epoca storica nel 1169, 1329 e 1381, anno in cui venne coperta anche parte dell'antico Porto Ulisse; tale tratto di costa è chiamato appunto La Scogliera e comprende la spiaggetta di San Giovanni li Cuti.

L'area a sud del Castello Ursino, un tempo a picco sul mare, è invece il prodotto dell'enorme colata del 1669 che accerchiatolo si spinse per qualche chilometro verso il mare. La costa a sud del porto venne profondamente modificata formando il litorale attuale (la Plaia) che è, invece, sabbioso.

La città e la piana di Catania presentano un clima mediterraneo, pur con alcuni connotati di tipo subtropicale e continentale, ben ravvisabili dall'analisi dei dati climatici delle stazioni meteorologiche ufficiali di Fontanarossa e di Sigonella, che descrivono rispettivamente il quadro relativo alla città di Catania e all'entroterra della piana.

Le precipitazioni, piuttosto scarse, sono comprese tra i 450 e i 550 mm annui, con minimo estivo molto marcato e moderato picco nella stagione autunnale.

L'inverno, spesso di breve durata, assicura temperature massime diurne generalmente piuttosto miti, mentre nelle ore notturne possono verificarsi raffreddamenti, più pronunciati nell'entroterra e nei paesi etnei, in presenza di cielo sereno e calma di vento: tutto ciò a causa degli effetti continentali che si verificano nell'esteso territorio pianeggiante che, nella parte più interna, sono influenzati anche dalla presenza dell'Etna.

Il record assoluto di freddo, 7 gradi centigradi sotto lo zero, fu raggiunto il 1º febbraio 1962. L'estate, di lunga durata, si presenta molto calda, anche se raramente con alti tassi di umidità. Mentre lungo la fascia litoranea le temperature massime sono parzialmente contenute dalla brezza marina di levante, nella parte più interna della città e della piana si registrano valori molto elevati.

 

Storia

Età antica

Catania era originariamente un insediamento Sicano, quindi dopo il XIII secolo a.C. sede di un grosso villaggio Siculo e rifondato come Kατάvη nel 729 a.C. da coloni Greci Calcidesi guidati da Tucles dal domino dei quali venne tolta nel 476 a.C. da Gerone I di Siracusa che la chiamò Aitna. Dopo la morte del tiranno siracusano e la sconfitta di Trasibulo la città fu riconquistata dai Katanaioi che le rimisero il nome originario. Subì la conquista di Dionigi il Vecchio. Fu poi conquistata dai Romani nel 263 a.C.

Età medievale

Alla caduta dell'Impero Romano la Sicilia venne conquistata nel VI secolo dagli Ostrogoti di re Teodorico che si occupò della ricostruzione delle mura della città, utilizzando le pietre che costituivano l'anfiteatro romano. Venne in seguito conquistata dai Bizantini, e nella prima metà del IX secolo dai musulmani. Nel 1071 viene conquistata dai Normanni che provvidero a ridarle la sede vescovile, con l'approvazione del papa Urbano II (bolla pontificia del 9 marzo 1092); sarà elevata a sede arcivescovile, Arcidiocesi di Catania, nel 1859. Fu poi governata dagli Svevi, periodo in cui si eresse il Castello Ursino e si crearono le figure amministrative che perdurarono fino al 1817. La città fu una delle sedi della côrte itinerante di Federico II di Svevia e da qui furono emanati editti e leggi di grande importanza. Alla fine del casato Hohenstaufen furono gli Angioini a prendere possesso della città, occupandola militarmente abusando spesso della popolazione locale. Lo scontento generato causò i moti dei cosiddetti Vespri Siciliani.

Nel 1282, passò al ramo cadetto degli Aragonesi (in quanto la moglie di Pietro d'Aragona era nata a Catania) che fino a re Martino II di Sicilia fecero di Catania la capitale del Regno di Trinacria. Dopo la cancellazione del regno di Trinacria la Sicilia perse l'indipendenza e passò sotto i domini Spagnolo, Savoiardo e Borbonico.

Età moderna

Nel 1622, Emanuele Filiberto di Savoia, viceré di Sicilia, con lettera ratificata da Filippo IV, aveva assegnato al Senato catanese funzioni pari a quelli di Palermo e Messina, concedendole una certa autonomia.

Età contemporanea

Tra il 1816 e il 1818 acquisì lo status di Comune, lasciando quello di Urbs, in modo da essere governata da un Intendente, coadiuvato dal Segretario generale e dal Consiglio di Intendenza. Nel 1860 Catania entrò a far parte del Regno d'Italia. Oggi è uno dei principali comuni siciliani, capoluogo della provincia di Catania.

Monumenti e luoghi d'interesse

La città antica

Del periodo greco a Catania non rimangono molte tracce, a causa di vari fattori sia naturali (terremoti che hanno rovinato la città, colate laviche) che antropici, come le ricostruzioni che spesso hanno ricoperto le precedenti architetture. Inoltre, non sono mai state eseguite grandi campagne di scavi e studi archeologici se non in casi sporadici della sua storia recente. Miglior fortuna hanno avuto i monumenti di epoca romana che hanno resistito fino ad oggi testimoniando l'importanza della città in antico, inoltre numerosissimi reperti provengono dagli scavi occasionali della città (la gran parte di questi – tra cui mosaici, statue e persino il frammento di una colonna istoriata – sono esposti al Museo civico).

Il Teatro Romano (del II secolo), l'Odeon (III secolo), l'Anfiteatro (II secolo), le Terme dell'Indirizzo, le Terme della Rotonda, le Terme Achilliane, varie altre strutture termali (in piazza Sant'Antonio, piazza Itria, piazza Dante dove è stata trovata la strada basolata oggi allo scoperto) i resti di un acquedotto presso via Grassi e alcuni edifici funerari, il foro sono i maggiori resti attualmente visibili della Catania romana. Molti di questi monumenti fanno parte dal 2008 del Parco archeologico greco-romano di Catania, istituito dalla Regione Siciliana e alcuni di essi come il Teatro romano, le Terme della Rotonda e altri monumenti minori sono stati restaurati e resi visitabili. Anche i resti dell'anfiteatro sono visibili dal 1907 (anno in cui sono stati riportati alla luce) dall'ingresso di piazza Stesicoro e dal cortiletto di via Anfiteatro.

Probabilmente anche 'u Liotru, il simbolo della città situato attualmente al centro di piazza Duomo, è stato scolpito in epoca romana se non prima. È un manufatto in pietra lavica porosa, che raffigura un elefante. Il nome deriva probabilmente dalla storpiatura del nome di Eliodoro, negromante semi-leggendario e grande avversario di Leone il Taumaturgo. L'elefante è sormontato da un obelisco egittizzante di cronologia incerta con figure probabilmente legate al culto isideo.

Del periodo Tardo Antico rimangono i resti delle necropoli a nord e ad est del centro storico (tra i quali i mausolei di viale Regina Margherita e via Ipogeo), come pure numerosi frammenti, lapidi (tra cui quella di Julia Florentina esposta al Louvre), o il cippo esposto al Castello Ursino. Sono invece di epoca paleocristiana le cripte di Sant'Euplio, di Santa Maria La Grotta, della cappella nell'Ospedale Garibaldi, nonché gli ambienti del cosiddetto Sacro Carcere.

La città medioevale

Un monumento di età bizantina è la Cappella Bonajuto (nome derivante dalla famiglia nobiliare che l'aveva tenuta come sacrario di famiglia nonché come cappella privata): si tratta di una "trichora" bizantina (cioè un edificio con tre absidi); prima del suo restauro se ne aveva conoscenza grazie ai disegni di Jean Houel.

Del periodo normanno si conservano principalmente il castello di Aci (presso il comune omonimo) e le absidi della Cattedrale di Sant'Agata (il Duomo), che poi sarebbe stata ristrutturata dopo il terremoto del 1693. Oggi la cattedrale conserva la vara, il busto-reliquiario e la cassa-reliquiaria di Sant'Agata, realizzato dal senese Giovanni di Bartolo nel XIV secolo.

Del periodo svevo (XIII secolo) sono il portale della chiesa di Sant'Agata al Carcere e il famoso Castello Ursino, federiciano (sede del Museo civico, formato principalmente dalle raccolte Biscari e dei benedettini, dal 1927), coevo dell'altrettanto famoso castello di Castel del Monte ad Andria e del siracusano Castel Maniace. Invece il portale della scomparsa Chiesa di San Giovanni de' Fleres e il balcone di palazzo Platamone risalgono al periodo Aragonese.

La città rinascimentale

Del periodo tardo aragonese rimangono poche tracce, tra cui la chiesa di Santa Maria di Gesù situata nella piazza omonima e costruita nel 1498 è forse l'esempio in migliori condizioni. La chiesa fu ristrutturata nel Settecento, mentre il portale è del Cinquecento e solo la Cappella Paternò mantiente l'originale struttura gotica.

Nel 1558, fu iniziata la costruzione del Monastero dei Benedettini, a cui sarebbe poi stata affiancata la chiesa di San Nicolò l'Arena. Distrutto dalla colata lavica del 1669 e dal terremoto del 1693, nel 1703 se ne avviò la ricostruzione che tuttavia non è stata mai più portata a termine. Di detto edificio permangono tutt'oggi le antiche cucine, il chiostro occidentale, nonché la traccia dell'antico archeggiato del corridoio di meridione.

Le cosiddette Mura di Carlo V, che racchiudono il centro storico, furono erette nel XVI secolo, tra il 1550 e il 1555 su un progetto iniziale di Antonio Ferramolino. Il progetto non riuscì ad essere portato a termine, neanche dopo l'apporto di Tiburzio Spannocchi il quale progettò l'ampliamento delle fortificazioni verso sud-ovest e verso nord a scapito delle vecchie mura di epoca medioevale (tra cui l'antica Torre del Vescovo del 1302). La colata dell'eruzione del 1669 inghiottì parte del sistema difensivo a sud e a sud-ovest della città che, rimasta sguarnita da questo lato, riedificò in parte sulle lave ancora calde una cortna muraria, detta popolarmente fortino, su cui ancora si apre la porta d'accesso (Porta del Fortino vecchio in via Sacchero, un tempo dedicata al duca di Ligne che qui vi passò nel 1672) e di cui rimangono ancora sparute tracce. Su tali mura venne ricavata la Porta Ferdinandea, ancora oggi erroneamente detta "'u furtinu" ("il fortino").

Con il terremoto del 1693 e la seguente ricostruzione si volle dare alla città un aspetto più aperto e libero dai fortilizi (i resti furono infatti inglobati nello sviluppo della città), anche perché ormai non esisteva più il pericolo delle incursioni piratesche che secoli prima diedero l'impulso alla fortificazione del Regnum.

La città barocca

Catania è stata ampiamente trasformata dalle conseguenze dei terremoti che hanno imperversato su questa parte della Sicilia. Il suo territorio circostante è stato più volte coperto da colate laviche che hanno raggiunto il mare. Ma i catanesi caparbiamente l'hanno ricostruita sulle sue stesse macerie. La leggenda vuole che la città sia stata distrutta sette volte durante la sua storia, ma in realtà tali eventi disastrosi si possono sicuramente riferire a pochi ma terribili eventi. Anche le distruzioni del centro urbano in tempi recenti a causa delle colate laviche sono frutto di una storiografia fantasiosa. Tuttavia in epoca storica (forse nel 122 a.C. e nel 252) è testimoniata dal punto di vista archeologico la presenza di colate che giunsero a colpire parte della città.

Tutti i monumenti antichi sono stati inseriti nel tessuto urbano della città ricostruita grazie a tanti artisti, anche di fama nazionale, tra cui di certo spicca l'opera dell'architetto Giovan Battista Vaccarini, che hanno dato alla città una chiara impronta barocca. Tra gli altri che hanno aiutato la rinascita della città si ricordano Francesco Battaglia, Stefano Ittar, Alonzo Di Benedetto e Girolamo Palazzotto.

Monumenti barocchi

Tra i principali monumenti barocchi si ricordano:

    la Cattedrale di Sant'Agata
    la chiesa della Badia di Sant'Agata, in via Vittorio Emanuele II
    la chiesa di Sant'Agata la Vetere, in via Santa Maddalena, sorge su una chiesa del 264
    la chiesa di Sant'Agata alla Fornace o di San Biagio, in piazza Stesicoro
    la chiesa di San Francesco in piazza San Francesco, che custodisce le spoglie di Eleonora d'Angiò
    la chiesa di San Benedetto, in via Crociferi
    la Chiesa di San Domenico, sull'omonima piazza
    la chiesa di San Giuliano, in via Crociferi
    la chiesa di San Nicolò l'Arena, in piazza Dante
    la Chiesa di San Placido, sull'omonima piazza
    il Monastero della Santissima Trinità, in via Vittorio Emanuele
    la Basilica della Collegiata (regia Cappella), in via Etnea
    il Palazzo degli Elefanti, sede del Municipio, il Palazzo del Seminario dei Chierici e la Fontana dell'Amenano, in piazza del Duomo
    il Palazzo Biscari, in via Biscari
    il Palazzo del Toscano, in piazza Stesicoro
    il Palazzo Reburdone, in via Vittorio Emanuele II
    il Palazzo Gravina Cruyllas, in piazza San Francesco
    il Palazzo Bruca, in Via Vittorio Emanuele II
    il Palazzo Fassari Pace, in Via Vittorio Emanuele II
    il Palazzo Valle, in Via Vittorio Emanuele II, sede della Fondazione Puglisi-Cosentino
    la Villa Cerami, in via Crociferi, sede della facoltà di Giurisprudenza
    la Porta Uzeda in via beato Giuseppe Dusmet
    la Porta Ferdinandea, detta oggi Porta Garibaldi, costruita nel 1768 e sita in piazza Palestro
    la fontana dell'Elefante
    il Convitto Cutelli

La città novecentesca

Nel 1890 venne inaugurato il Teatro Massimo Vincenzo Bellini, seguendo lo stile dell'opera di Parigi, in piazza Vincenzo Bellini. Negli anni trenta a Catania iniziò la costruzione del Palazzo di Giustizia e in seguito la fontana de I Malavoglia. Nel 1961, il Piano regolatore di Luigi Piccinato diede avvio ai lavori di costruzione anche del complesso universitario della Cittadella, che oggi è uno dei maggiori poli di ricerca dell'Ateneo.
    « A Giuseppe Garibaldi che la notte del 18 agosto 1862 pronunziava da questa casa le storiche parole «Roma o Morte» il popolo catanese dedicava questa lapide il 2 giugno MDCCCLXXXIII primo anniversario della morte dell'Eroe, a gloriosa memoria del fatto, ad aborrimento perpetuo di usurpatori, di sacerdoti, di reggitori codardi. »
   
Mercati e mercatini

Uno dei posti più caratteristici della Catania popolare è il mercato del pesce della Pescheria sempre rutilante di colori, voci e odori. Un altro caratteristico è il mercato di piazza Carlo Alberto, meglio conosciuto come Fera 'o Luni, la cui radice etimologica è stata spesso messa in discussione. L'ipotesi più diffusa è che stia per "Fiera del Lunedì" perché probabilmente il mercato originariamente doveva essere attivo soltanto per tale data settimanale. Nella stessa piazza tutte le domeniche si tiene un importante mercato delle pulci.

Un mercato di "bric a brac" è aperto la domenica sotto gli archi della "marina" nei pressi della Villa Pacini. Altro mercato molto frequentato è quello che si svolge il venerdì in piazza I Viceré nel quartiere nord di Barriera del Bosco. Una risorsa non meno importante riguarda i mercatini rionali di Catania.

Strade e piazze

    La via Etnea è il salotto della città. Attraversa Catania da sud a nord partendo dalla Piazza del Duomo ed arrivando, dopo circa 3 km, al Tondo Gioeni. Il suo andamento ha come prospettiva la sagoma incombente dell'Etna, tuttavia è leggermente spostata verso est rispetto al vulcano, pare per proteggere i resti dell'anfiteatro. Essa nasce dalla piazza del Duomo e dopo circa 100 m raggiunge la piazza Università. Qui si affacciano il palazzo dell'Università e il palazzo Sangiuliano costruiti entrambi in stile barocco nella prima metà del XVIII secolo. La piazza è illuminata da quattro candelabri bronzei realizzati dal celebre scultore Mimì Maria Lazzaro con allegorie di tre antiche leggende catanesi: Colapesce, i Fratelli Pii, Gammazita. A queste si aggiunse la storia di Uzeta, creata per l'occasione. Più avanti si incontra la Basilica Collegiata e quindi l'incrocio con la via Antonino di Sangiuliano, ovvero i Quattro Canti come detto dai catanesi. Più in là sorge la Chiesa dei Minoriti quindi la piazza Stesicoro, già Porta Jaci. Qui si trovano il monumento a Vincenzo Bellini e i resti dell'anfiteatro romano situati a circa 10 m sotto il livello stradale. La strada incontra quindi la cosiddetta Villa Bellini, che costituisce il principale polmone verde del centro storico e il cui monumentale ingresso eretto durante il ventennio si affaccia su via Umberto, grossa arteria che collega il lungomare con la suddetta Villa, e al discusso monumento a Giuseppe Garibaldi che fa da spartitraffico con la via Caronda. Seguono poi l'incrocio con il viale Regina Margherita e la piazza Cavour, il Borgo per i catanesi, dove venne spostata la fontana della dea Cerere in marmo bianco, in passato esposta in piazza Università, conosciuta dai vecchi catanesi come 'a Matapallara dô Burgu (Madre Pallade del Borgo). L'ultimo tratto, caratterizzato da una maggiore pendenza rispetto al resto della via, presenta una serie di edifici eretti alla fine del XX secolo e taluni edifici moderni, alternati sul lato sinistro dal verde del giardino botanico e dell'Ospizio dei Ciechi e dal ponte dell'Istituto Musicale Vincenzo Bellini. La strada termina infine con il ponte Gioeni, anticipato dai due edifici dell'Istituto Zooprofilattico, posti ai due lati dell'arteria, che chiude in curva davanti alla facciata dell'omonimo parco.

    Via dei Crociferi: un raro esempio di unità architettonica, spesso definita la strada più bella della Catania settecentesca. Essa ha inizio in Piazza San Francesco d'Assisi e vi si accede passando sotto l'arco di San Benedetto che collega la Badia maggiore alla Badia minore posta al di là della strada. La strada, contornata da chiese, monasteri e poche abitazioni civili, è un raro esempio di barocco siciliano. Nel breve spazio di circa 200 metri sono presenti ben quattro chiese. La prima è la chiesa di San Benedetto collegata al convento delle suore benedettine dall'arco omonimo che sovrasta la via. Ad essa si accede a mezzo di una scalinata ed è contornata da una cancellata in ferro battuto. Proseguendo si incontra la chiesa di San Francesco Borgia alla quale si accede tramite due scaloni. A seguire si incontra il Collegio dei Gesuiti, dal 1968 al 2009 sede dell'Istituto d'arte, con all'interno un bel chiostro con portici su colonne ed arcate. Di fronte al Collegio è ubicata la chiesa di San Giuliano considerata uno dei più begli esempi del barocco catanese. L'edificio, attribuito all'architetto Giovan Battista Vaccarini, ha un prospetto convesso e delle linee pulite ed eleganti. Proseguendo ed oltrepassando la via Antonio di Sangiuliano, si può ammirare il convento dei Crociferi e quindi la chiesa di San Camillo. In fondo alla via è ubicata Villa Cerami, che è sede della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Catania.

Cultura

Istruzione
Biblioteche

Le biblioteche storiche di Catania sono:

    la Biblioteca Ventimiliana, aperta al pubblico nel 1755: dal secolo scorso conserva il fondo del vescovo Salvatore Ventimiglia;
    la Biblioteca dell'Accademia Gioenia di Scienze Naturali;
    la Biblioteca della sezione catanese della Deputazione di storia patria;
    le Biblioteche riunite Civica ed Ursino Recupero;
    la Biblioteca Agatina del Seminario Arcivescovile dei Chierici;
    la biblioteca del Palazzo dell'Università.

A queste si sono aggiunte nel tempo diverse altre biblioteche, come la Biblioteca Comunale "Vincenzo Bellini" o le numerose biblioteche universitarie.

Università

L'Università degli Studi di Catania, fondata nel 1434, è la più antica della Sicilia. È una delle più grandi del Sud Italia, con 62.000 iscritti divisi in dodici facoltà.

Inoltre, Catania è sede della Scuola Superiore, uno dei cinque centri d'eccellenza per universitari in Italia, dell'Istituto Superiore di Studi Musicali Vincenzo Bellini e anche di un'Accademia di belle arti.

Musei

La città siciliana ospita numerosi musei, di cui sette stabili: il Museo Diocesano, quello del Castello Ursino, l'Antiquarium regionale del Teatro romano, il Museo Emilio Greco, il museo dell'Orto Botanico, il Museo Civico Belliniano (presso la casa di Vincenzo Bellini) e la Casa Museo di Giovanni Verga.

Esistono inoltre due musei privati:

    il Museo Paleontologico dell'Accademia Federiciana (istituito nel 1996 da Fortunato Orazio Signorello), che accoglie fossili provenienti da ogni parte del mondo risalenti ad un arco di tempo compreso tra il Siluriano, 435-395 milioni di anni fa, e il Neozoico: 2-1,5 milioni di anni fa
    il Museo Valenziano Santangelo, che ospita sculture in pietra lavica.

Infine, al Centro Fieristico le Ciminiere, area industriale dismessa oggi completamente ristrutturata, si svolgono manifestazioni e mostre periodiche, organizzate principalmente dalla Provincia di Catania.

All'interno del complesso sono stati creati due nuovi musei: il Museo storico dello Sbarco in Sicilia – 1943, dove è stata realizzata una minuziosa riproduzione di una piazza siciliana prima e dopo un bombardamento; contiene inoltre una vasta collezione di oggetti e uniformi, armi del tempo e ricostruzioni virtuali dello sbarco.

Il Museo del Cinema contiene molti cimeli e ricostruzioni di scene famose di film, con una sezione interamente dedicata a Catania come set cinematografico.

Personalità legate a Catania

Catania ha dato i natali a numerose personalità illustri, distintesi in campi diversi, quali quello politico, quello letterario, quello artistico. A Catania sono altresì legate diverse figure importanti, che vissero nel capoluogo etneo, spesso nel periodo di più intensa attività. Legati a Catania sono in epoca arcaica Tisia di Imera, noto col nome di Stesicoro, poeta e scrittore esule, divenuto cittadino onorario di Catania, dove morì e fu sepolto, e il legislatore Caronda, che qui scrisse le sue più note leggi; all'epoca classica appartiene il danzatore e musicista catanese Androne, vissuto in città nel V secolo a.C.; in età repubblicana il triumviro Gaio Giulio Cesare Ottaviano elesse la città a rango di colonia a seguito dell'appoggio ottenuto durante la battaglia con Sesto Pompeo mentre l'imperatore Adriano rimase affascinato dall'Etna durante la sua visita nel II secolo.

All'epoca medievale appartengono personalità come Federico II, che a Catania fece costruire come monito il Castello Ursino, futura sede del parlamento aragonese di Sicilia, dopo aver risparmiato la cittadinanza a lui ribellatasi e legiferato, dando ampi spazi di potere al suo arcivescovo, Gualtiero di Palearia; a Catania ebbe i natali la regina Costanza, futura regina del regno degli Aragona di Sicilia, come qui nacque e regnò Federico IV d'Aragona, ricordato soprattutto per la pace che mise fine alla guerra del Vespro. Il sistema difensivo della città rinascimentale si deve a Tiburzio Spannocchi, architetto e ingegnere di re Carlo I, che ne ricavò la prima cartografia scientifica; Giovanni Francesco Paceco, che fu duca di Uzeda, diede incarico a Giuseppe Lanza, duca di Camastra di organizzare la ricostruzione della città dopo il terremoto del 1693; il pittore Olivio Sozzi, considerato uno degli artisti di spicco della prima metà del XVIII secolo in Sicilia, vi nacque nel 1690; il principe Ignazio Paternò Castello, mecenate e nobile illuminato del XVIII secolo, ne incrementò turismo e archeologia con la creazione del suo museo e con gli scavi svolti in città; Saverio Landolina, archeologo, vi nacque, come pure il poeta e scrittore Domenico Tempio; va ricordato anche Vito Maria Amico, cui si deve la più importante raccolta documentaristica del suo tempo per la Sicilia.

Nel XIX secolo spiccano diverse figure in campo letterario, come ad esempio Giovanni Verga, che visse per un certo periodo a Catania e vi ambientò la novella Storia di una capinera, o come Luigi Capuana, che studiò giurisprudenza nell'Ateneo catanese, o infine Federico De Roberto, che pure studiò a Catania. In ambito musicale spiccano personaggi come Giovanni Pacini, qui nato e che fu ai suoi tempi noto compositore, il raffinato Vincenzo Bellini, anch'egli nato e cresciuto a Catania, o infine Francesco Paolo Frontini, altro celebre compositore. In questo secolo iniziano anche a emergere personalità illustri della politica italiana, come ad esempio Giuseppe de Felice Giuffrida, nato in città, che fu tra i promotori dei Fasci siciliani; in campo astrofisico gli scienziati Peters e Sartorius (a lui si deve la descrizione dei crateri dell'Etna che prendono il suo nome, i Monti Sartorius) sono nel capoluogo etneo per realizzare la meridiana della chiesa di San Nicolò, ritenuta la più completa d'Italia per la gran quantità di informazione che essa fornisce[35]; in quello matematico Sebastiano Catania, nato a Catania e impegnatosi nella trasposizione dell'organizzazione ipotetico-deduttiva delle proposizioni matematiche; nel campo delle scienze naturali Carlo Gemmellaro, noto geologo, nacque anch'egli a Catania.

Nei primi decenni del XX secolo le figure di spicco del capoluogo etneo si distinguono in campi come la fisica (Filippo Eredia nato e vissuto a Catania, Ettore Majorana promettente fisico misteriosamente scomparso nel 1938 ed Enrico Boggio Lera che vi passò oltre cinquant'anni della sua vita), la poesia (Gaetano Ardizzoni, Giovanni Formisano e altri che qui nacquero) e la lirica (Gaetano Emanuel Calì, compositore, noto soprattutto per la raccolta di brani popolari e dialettali, o Francesco Pastura a cui si deve la raccolta epistolare di Vincenzo Bellini). In politica personaggi di spessore furono Napoleone Colajanni, deputato e senatore della Repubblica, mentre nei primi decenni del secolo si dedicò alla scultura Mimì Maria Lazzaro. Spiccarono nell'arte drammatica Angelo Musco, indiscusso maestro del teatro dialettale, e Giovanni Grasso, intenso attore drammatico. Anche in tempi recenti la città è legata a personalità illustri, come nel campo musicale (Gianni Bella, Marcella Bella, Vincenzo Spampinato, Franco Battiato, Carmen Consoli, i Lautari, Gerardina Trovato) o in quello artistico (certamente tra i più noti è Emilio Greco, spentosi a Roma nel 1995) o in quello giornalistico (tra cui primeggia Giuseppe Fava, che visse a lungo a Catania e che qui venne ucciso dalla mafia, ma si ricorda anche Candido Cannavò, noto giornalista de La Gazzetta dello Sport, morto nel 2009).

Mappa interattiva


Strutture nei dintorni
b and b
hotel
residence
Luoghi culturali
biblioteca
Divertimento e relax
parchi divertimento
Trova nei dintorni
discoteche
ristoranti
Svuota markers Reset mappa
Ti potrebbero interessare anche: CATANIA
Spiaggia Praiola di Giarre
Spiaggia Praiola di Giarre
La Spiaggia Praiola di Giarre è incastonata nel tratto costiero del Chiancone, che si presenta come una vasta area coltivata solcata da diversi torrenti. Si tratta di una bella spiaggia di origine vulcanica contornata da un costone di tufo di notevole valore paesistico, bagnata da un bel mare a...
La Playa di Catania
La Playa di Catania
La Plaia di Catania è la spiaggia tradizionale della città, situata nella prossima periferia di Catania e facilmente raggiungibile tramite la SS114, seguendo le indicazioni che portano al mare. Si tratta di una lunga ed ampia spiaggia di sabbia dorata bagnata da un mare blu che digrada d...
Spiaggia Foce Simeto
Spiaggia Foce Simeto
La Spiaggia Foce Simeto di Catania si sviluppa completamente all'interno della Riserva Naturale Oasi del Simeto, raggiungibile facilmente tramite la SS114 da Augusta in direzione Catania, seguendo le indicazioni per l'Oasi, ben visibili prima di entrare in città, ove si lascia l'auto e si prose...
Spiaggia San Marco Calatabiano
Spiaggia San Marco Calatabiano
La Spiaggia San Marco di Calatabiano si distende nell'area costiera a sud della foce del fiume Alcantara, immersa in un'area di alta valenza naturalistica tra la foce dell'Alcantara e quella del fiume Fiumefreddo, ben conservata grazie anche al fatto che non vi è mai stata realizzata una strada...
Spiaggia del Mulino di Acireale
Spiaggia del Mulino di Acireale
La Spiaggia del Mulino di Acireale si trova in un tratto del costone roccioso della Timpa, protetto da una riserva naturale e ricoperto da una rigogliosa vegetazione a macchia mediterranea. Tutta la costa è raggiungibile tramite sentieri impegnativi, e anche raggiungere la spiaggia del Mulino h...
Museo del Cinema
Museo del Cinema
Nel primo quindicennio del ‘900 Catania divenne nota per essere sede di case di produzione cinematografica. Per tramandare la memoria di quella fortunata stagione creativa, la Provincia Regionale di Catania ha istituito il Museo del Cinema, affidando all’architetto François Confino...
Museo Paleontologico
Museo Paleontologico
L'Accademia Federiciana ha intensificato anche l'attività scientifica, concentrandosi in particolare sulla paleontologia e sulla paletnologia. Sin dalla fondazione (1996), nella sede è esposta, allo scopo di illustrare brevemente alcuni momenti significativi della storia geo-paleontologi...
Casa Museo di Giovanni Verga
Casa Museo di Giovanni Verga
Via Sant'Anna, angusta e chiassosa, si trova nel cuore della vecchia Catania, poco distante da piazza Duomo. Qui, al n.8, in una vetusta dimora a tre piani del tardo settecento, in attesa di restauro, di nobile famiglia, nacque e morì Giovanni Verga. Qui, come recita la lapide posta al 2° p...
Museo civico belliniano
Museo civico belliniano
Il Museo civico belliniano è un museo con sede a Catania, ospitato nelle sale del primo piano del Palazzo Gravina Cruyllas, una delle tante nobili residenze dei Principi di Palagonia, in piazza San Francesco, di fronte all'omonima chiesa, insieme al Museo Emilio Greco. Occupa la casa in cui il...
Ricerca: Hotel Residence B&B

Cerca per provincia
Hotel nella provincia di Agrigento Hotel nella provincia di Caltanissetta Hotel nella provincia di Catania Hotel nella provincia di Enna Hotel nella provincia di Messina Hotel nella provincia di Palermo Hotel nella provincia di Ragusa Hotel nella provincia di Siracusa Hotel nella provincia di Trapani
Residence sul mare a Messina
Prenota almeno 4 notti a partire dal 21 aprile, in un bilocale al costo di una singola: 36 euro a notte per 2 persone.
Offerta Hotel Messina

Una Terrazza Privata con Vista sulla Baia di Canneto.

Monolocali da 60 €/giorno. 


Hotel sul mare a Mondello
Una villa liberty, a pochi passi dal mare ed a pochi minuti di macchina dal centro città.
Speciale Residence Sciacca
Vi offriamo 1 settimana per 2 persone con sistemazione residence a 280,00 €.
Hotel con Piscina Marina di Ragusa
Due piscine per immergersi in un'atmosfera serena e rilassata. Scopri le offerte.
Hotel Valderice. Tutto incluso!!
Speciale Maggio. Offerte tutto incluso a partire da 45 €. Scopri l'offerta. Visita il sito!!
Agriturismo a Palermo
Camere sono fornite di servizi con doccia e aria climatizzata regolabile.Visita il sito e scopri i dettagli.
Hotel a Palermo. Scopri l'offerta!
Speciale Primavera!
Soggiorni minimo 7 notti, tariffa in pensione completa: € 65,00 per notte, per persona.

Resort Modica. Hotel Ragusa.
Primavera al Parco Archeologico di Cava Ispica. Scopri i dettagli dell'offerta.

SOCIAL

Tel. +39 348 4424285
info@ecocasavacanze.it

    
Eco Casa Vacanze - Partita IVA: 02436410845 - © 2020 Tutti i diritti sono riservati
Powered by Noto Design