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I CASTELLI DEL NISSENO, IL CASTELLUCCIO DI GELA, IL CASTELLO DI FALCONARA, IL CASTELLO DI BUTERA |
Il nostro itinerario dei castelli del nisseno comincia da Gela, con il castello di Federico II, denominato Castelluccio, che sorge a guardia della costa su una collina di gesso. Per la sua costruzione furono in parte utilizzati i blocchi di calcare bianco delle mura greche di Caposoprano.
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Le prime notizie su questo sito risalgono alla fine del IV secolo a.C.;
l’attuale struttura, è riconducibile al periodo svevo. Fu abbandonato
intorno al XV secolo. Già degradata, la struttura ha subito anche i
bombardamenti durante la seconda guerra mondiale Dopo un lungo restauro,
il Castelluccio è oggi visitabile.
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Oltre al castello numerosi sono i luoghi di interesse a Gela, infatti,
Gela è considerata uno dei più importanti siti storici, archeologici e
culturali del Mediterraneo, essendo stata tra VI e V secolo a.C. la
maggiore città-stato siceliota e la fondatrice di Akragas (Agrigento).
Le zone archeologiche oggi visitabili sono tre: Capo Soprano, l’Acropoli
e il sito di Bosco Littorio. Presso Capo Soprano si ammira l’esempio
meglio conservato al mondo di architettura militare greca: le Mura
Timoleontee. Importanti anche i resti del complesso delle Terme
Ellenistiche che rappresentano l’impianto termale più antico finora
scoperto in Italia.
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Il castello di Falconara in territorio di Butera è l’unico fra i
castelli della provincia nissena ad affacciarsi sul mare. Deve il suo
nome alla torre quadrata “della Falconara”. L’edificio, fu portato in
dote al conte Georg Wilding, ufficiale tedesco, dalla moglie Caterina
Branciforte, nel XIX secolo. Tra l’Ottocento e il Novecento sono stati
aggiunti nuovi corpi che hanno dato vita ad una struttura che conserva
poco delle sue origini. Nel 1848 il castello fu venduto ed oggi è
adibito a struttura alberghiera.
Spostando verso dell’isola l’interno si raggiunge Butera ed il suo
castello, che in origine faceva parte delle mura perimetrali del paese
ed oggi è completamente inglobato nell’abitato. Di origine
arabo-normanna, nel XVIII secolo il castello passò ai Lanza Branciforti.
In epoca moderna è stato adibito ai più svariati usi: carcere, sala da
concerti, abitazione privata e magazzino comunale. Oggi è di proprietà
comunale.
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